MOCA packaging non è una certificazione, ma è sinonimo di Materiali ed Oggetti a contatto con gli alimenti.

Sono MOCA gli utensili da cucina e da tavola, i recipienti e contenitori, i macchinari per la trasformazione degli alimenti, i materiali da imballaggio etc., anche in contatto con l’acqua ad esclusione degli impianti fissi pubblici o privati di approvvigionamento idrico (rif. MIN Salute). Quindi rientrano in tale ambito Food Packaging, Tappi , Cartellini che possono andare a contatto con gli alimenti, Utensili, Tubazioni, Impianti ed attrezzature e materiali indiretti quali Inchiostri di stampa e lubrificanti.

In Italia sin dal 1962 nella Legge n° 283 sull’igiene degli alimenti, erano inserite indicazioni, obblighi e divieti inerenti la produzione e la commercializzazione di MOCA.

Con il DM 21.3.73, tutt’oggi in vigore, nascono indicazioni, obblighi, divieti che diverranno poi, anche a distanza di oltre 30 anni, di ispirazione, per la Comunità Europea con l’obiettivo è garantire la salubrità degli alimenti.

Esistono delle liste positive per i materiali (DM 21.3.73) e dei requisiti di purezza per taluni di essi, occorre fare attenzione che i materiali che vanno o che andranno a contatto con gli alimenti non cedano sostanze, che possano finire nell’alimento (migrazioni), ed è necessario che vengano controllate le cessioni, che possono generarsi grazie alla temperatura, alla luce ed alla tipologia di alimento, che andrà a contatto con il prodotto (presenza di olio, acidità, ecc.)

Esistono norme quadro europee, che disciplinano la materia, come il Regolamento 1935/04.

Quest’ultimo prevede tra i vari requisiti l’applicazione di buone norme di fabbricazione (GMP), l’obbligo di creare un sistema solido di rintracciabilità, creare una etichettatura conforme e coerente e la dichiarazione di conformità alimentare del materiale. Quest’ultima deve attestare la sua idoneità al contatto alimentare, la conformità alle norme vigenti, deve essere resa disponibile alle autorità competenti che la richiedano, e deve accompagnare il MOCA in tutte le fasi dalla produzione alla vendita, ad esclusione della vendita al dettaglio ( salvo che per i MOCA in ceramica, per cui la dichiarazione di conformità deve essere fornita anche alla vendita al dettaglio).

Il produttore è tenuto a conservare la cosiddetta “documentazione di supporto”, che comprova la conformità dichiarata, come le dichiarazioni dei produttori di materie prime e gli esiti delle analisi di laboratorio effettuate.

Uno dei settori maggiormente disciplinato è quello delle plastiche (Reg. 10/2011), ma esistono decreti nazionali anche per altri materiali, come acciai, carte e cartoni, ecc.

Tutti i MOCA elencati nell’allegato I del Regolamento (CE) n. 1935/2004 e le loro combinazioni, nonché i materiali ed oggetti riciclati vanno fabbricati nel rispetto delle norme generali e specifiche sulle buone pratiche di fabbricazione, definite in lingua inglese come Good Manufacturing Practices (GMP) e sulla base di un sistema di assicurazione della qualità, fattor definiti dal Regolamento CE 2023/06. Le imprese che svolgono attività connesse con qualunque fase della lavorazione, trasformazione e distribuzione dei materiali ed oggetti devono istituire un sistema di assicurazione e di controllo della qualità.

Il quadro sanzionatorio è disciplinato dal recente  Decreto Legislativo 29/2017.

Le imprese che producono oggetti destinati a venire in contatto con sostanze alimentari sono tenute a controllarne la rispondenza alle norme ad essi applicabili ed a dimostrare in ogni momento di aver adeguatamente provveduto ai controlli ed agli accertamenti necessari.

PI.GA. Service sas di Pironi Serena & c. offre la propria consulenza per supportare l’organizzazione nel tradurre in modo concreto e corretto le norme vigenti, coordinando le risorse ed ottimizzando i processi efficentandoli.

Manuali GMP e di rintracciabilità, dichiarazioni di conformità alimentare, etichettatura ed assistenza nel produrre la documentazione di supporto su misura per ogni realtà.

Nonché assistenza nell’implementazione di certificazioni volontarie di settore, quali BRC IoP e IFS PACsecure.

Il metodo adottato da PIGA per assistere l’azienda nell’essere compliance alle norme può essere sintetizzato con l’acronimo ACPST: ascolto, comunicazione, progettazione, soluzioni, team.

Ascoltare le funzioni, al fine di conoscere i meccanismi presenti nell’organizzazione e quindi individuare i processi, riesaminarli ed ottimizzarli.

Comunicare tra le diverse funzioni interne e pianificare la comunicazione esterna.

Progettare lay-out, processi produttivi, prodotti, sistema di gestione documentale, piani analitici, e pianificare le attività secondo obiettivi SMART (specifici, misurabili, realistici, pertinenti, temporali).

Trovare soluzioni applicabili e concrete a fronte di reclami, problematiche di processo e/o prodotto, non conformità in generale ed individuare le azioni correttive opportune affinchè, analizzate le cause, il problema non si riproponga, attività che implica controllo e formazione continua delle risorse.

Il team è il fondamento di ogni organizzazione: gli obiettivi si raggiungono attraverso una squadra coesa e sapientemente guidata.